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TEATRO - Venethea, un viaggio nel tempo della mitologia

Venethèa – Appunti per un viaggio nel tempo della mitologia

drammaturgia di Antonella Barina per la regia di Tullio Cardona

scarica la scheda dello spattacolo

con Maria Pia Colonnello, Anita Kravos, Luciana Castagnaro e la danzatrice Marzia Falcon
coreografie di Luciana De Fanti
ricerca etno-musicale: Nicola Cisternino
videoproiezioni di Vladimiro Salmaso


Venezia, Future Center, Sala Antico Refettorio
Durata, 60'

19 e 20 febbraio 2012, ore 18:00
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

Una produzione di Venezia Marketing & Eventi

Appunti per ‘Venethèa’ – Un oratorio a più voci originato dalla ricerca sui miti del materno: chiamando a raccolta a Venezia le dee dei diversi continenti, ‘Venethea’ risponde al bisogno di una ‘genealogia femminile dell’immaginario’.

Una sorta di nuovo Teatro del Mondo, che a Venezia, città simbolo della multiculturalità, invita il pubblico internazionale a seguire un affascinante percorso alla riscoperta delle comuni radici, anche grazie alle scenografie e alle ambientazioni etnogeografiche ed etnomusicali.
Il testo di Antonella Barina, in scena per la regia di Tullio Cardona, si colloca all’interno del progetto drammaturgico per un ‘Teatro del Vedere’ (‘theaomai’, il teatro come comunità di coloro che vedono) che ripercorre, attraverso stanze dedicate a diverse divinità femminili dei diversi continenti, frammenti di mito e fasi differenti della mitologia mondiale. Echidna, Gea, Baubo (area mediterranea), Era/Diche (Grecia), Ganga e Kalì (India) Eingana (Australia), Baba Yaga (Europa), Nana (Africa), Coatlique (Messico), Amaterasu (Giappone), Eirishkegal, Istar, Tiamat (Mesopotamia) sono alcune delle figure del divino femminile che compaiono nel testo.
Lo spettacolo troverà anticipazione nella presentazione degli Appunti, con artisti di livello internazionale, come la tersicorea Marzia Falcon (definita fra le migliori danzatrici classiche nel mondo, proveniente dal Centro Regionale di Danza di Luciana De Fanti) e Anita Kravos (due volte candidata al David di Donatello “Come l'ombra” di Marina Spada e “Alza la testa” di Alessandro Angelini con Sergio Castellitto, vincitrice del Premio L.A.R.A.).

Venethea - appunti drammatizzati per uno studio sul divino femmile a Venezia